Excelsior - Settembre 2026

La Camera di Commercio Chieti Pescara diffonde i dati Excelsior relativi alle previsioni occupazionali del mese di settembre 2026 e del trimestre settembre-novembre 2026, elaborati da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

A partire da settembre cambia l’impostazione dei bollettini Excelsior: i precedenti bollettini provinciali sono sostituiti da un unico bollettino regionale, che integra anche i dati delle singole province. La nuova rappresentazione grafica offre una lettura più immediata e comparabile del mercato del lavoro, con approfondimenti sull’andamento della domanda, sui settori e sulle professioni in crescita, sui nuovi profili ricercati, sulle difficoltà di reperimento e sulle caratteristiche delle entrate programmate.

In Abruzzo le imprese prevedono 10.710 entrate nel mese di settembre e 29.660 nel trimestre settembre-novembre 2026. Rispetto a settembre 2025, la domanda di lavoro registra una diminuzione del 9%, corrispondente a circa 1.050 entrate in meno.

Il quadro provinciale

Chieti si conferma la prima provincia abruzzese per numero di ingressi programmati, con 3.410 entrate a settembre e 9.230 nel trimestre settembre-novembre. Seguono Teramo, con 2.640 entrate nel mese e 7.350 nel trimestre, Pescara, con 2.340 e 7.000, e L’Aquila, con 2.320 e 6.080.

Le dinamiche rispetto a settembre 2025 risultano differenziate:

  • L’Aquila è l’unica provincia in crescita, con un aumento del 3,1%;
  • Chieti registra una diminuzione dell’8%;
  • Teramo presenta una flessione del 14,2%;
  • Pescara registra una diminuzione del 14,4%.

La quota di imprese che prevede di effettuare assunzioni raggiunge il 16,2% a Chieti, il 16,1% all’Aquila, il 15,1% a Pescara e il 15% a Teramo, a fronte di una media regionale del 15,6%.

Chieti: la maggiore domanda di lavoro della regione

In provincia di Chieti il 62,2% delle entrate si concentra nei servizi, il 32,1% nell’industria, comprese le costruzioni, e il 5,7% nel settore primario.

I servizi alle imprese rappresentano il 23,5% delle assunzioni programmate, mentre l’industria manifatturiera e le public utilities raggiungono il 22,2%. Seguono i servizi alle persone, con il 13,5%, il commercio, con il 13,2%, e i servizi di alloggio, ristorazione e turismo, con il 12%.

La componente produttiva e operativa rimane particolarmente significativa: il 37,4% delle entrate riguarda operai specializzati e conduttori di impianti e macchine, mentre il 20,7% interessa professioni non qualificate.

Tra i settori in crescita emergono l’agricoltura, i trasporti e la logistica e le industrie meccaniche ed elettroniche. La professione più richiesta è rappresentata dal personale non qualificato nel commercio e nei servizi, con 490 entrate. Tra i profili in maggiore crescita figurano gli specialisti nelle scienze della vita, le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali e gli operai addetti ai macchinari fissi e al montaggio.

Il 27,9% delle opportunità interessa giovani con meno di 30 anni, il 10,6% richiede una laurea o un diploma ITS Academy e nel 59,9% dei casi è richiesta un’esperienza professionale specifica o maturata nello stesso settore.

Pescara: servizi e professioni qualificate

La provincia di Pescara conferma la propria specializzazione nel terziario, nel quale si concentra il 73,6% delle entrate programmate. I servizi alle imprese rappresentano il 21,9% della domanda, i servizi di alloggio, ristorazione e turismo il 19%, il commercio il 16,9% e i servizi alle persone il 15,8%.

Il 41,4% delle entrate riguarda impiegati e professioni commerciali e dei servizi. Il 16% è destinato a dirigenti, professioni specialistiche e tecniche, una quota superiore alla media regionale del 13,2%.

La professione più richiesta è quella degli addetti alle attività ricettive e della ristorazione, con 410 entrate. Tra i profili in crescita emergono le professioni tecniche dell’organizzazione, dell’amministrazione e delle attività finanziarie e commerciali, insieme agli addetti ai movimenti di denaro e all’assistenza clienti.

Il 29,1% delle entrate interessa giovani under 30. Il 17,2% richiede una laurea o un diploma ITS Academy, la quota più elevata tra le province abruzzesi, mentre nel 71% dei casi le imprese richiedono un’esperienza professionale specifica o acquisita nello stesso settore.

Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro

Resta elevato il disallineamento tra i profili ricercati dalle imprese e quelli disponibili sul mercato del lavoro. In Abruzzo il 45,7% delle entrate programmate risulta di difficile reperimento: quasi un’assunzione su due.

La difficoltà è attribuita prevalentemente alla mancanza di candidati, indicata per il 27,6% delle entrate, e alla preparazione inadeguata, che interessa il 14,5%.

A livello provinciale, la difficoltà di reperimento raggiunge:

  • il 47,3% a Teramo;
  • il 46,4% all’Aquila;
  • il 45,8% a Chieti;
  • il 43,2% a Pescara.

A Chieti le maggiori criticità riguardano i tecnici della salute e delle scienze della vita, i tecnici scientifici e ingegneristici, i conduttori di veicoli e gli operai metalmeccanici specializzati, installatori e manutentori.

A Pescara le difficoltà interessano soprattutto i tecnici in campo scientifico, ingegneristico e produttivo, i tecnici della salute, gli operai specializzati dell’edilizia e gli operai metalmeccanici, installatori e manutentori.

Nel complesso regionale, tra i profili più difficili da reperire figurano anche tecnici informatici e delle telecomunicazioni, meccanici e riparatori, operai specializzati nelle costruzioni e nelle rifiniture, conduttori di veicoli e installatori e manutentori di attrezzature elettriche ed elettroniche.

L’andamento negli ultimi tre anni

La nuova impostazione del bollettino consente di leggere l’evoluzione delle previsioni occupazionali e del mismatch attraverso le serie storiche.

In Abruzzo le entrate programmate nel mese di settembre sono passate da 10.780 nel 2024 a 11.760 nel 2025, per poi scendere a 10.710 nel 2026. Dopo la crescita del 9,1% registrata tra il 2024 e il 2025, il dato torna quindi sostanzialmente sui livelli di due anni fa.

La provincia di Chieti è passata da 3.290 entrate nel settembre 2024 a 3.710 nel 2025, per attestarsi a 3.410 nel 2026. Nonostante la flessione dell’ultimo anno, la domanda rimane superiore a quella rilevata nel settembre 2024.

A Pescara le entrate sono aumentate da 2.520 nel settembre 2024 a 2.730 nel 2025, per poi diminuire a 2.340 nel 2026, collocandosi al di sotto del livello di due anni fa.

Anche la difficoltà di reperimento mostra un andamento significativo. In Abruzzo è passata dal 48,1% del settembre 2024 al 48,7% del 2025, per scendere al 45,7% nel 2026.

A Chieti il mismatch è aumentato dal 46,2% del 2024 al 48,9% del 2025, riducendosi successivamente al 45,8%. A Pescara è passato dal 41,9% al 45%, per attestarsi nel 2026 al 43,2%.

La difficoltà di reperimento risulta dunque in diminuzione rispetto a settembre 2025, ma continua a interessare una quota molto elevata delle assunzioni programmate, confermando la necessità di rafforzare il collegamento tra formazione, competenze disponibili e fabbisogni professionali delle imprese.

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